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Come ti addobbo il Natale con Silvia Petiti e l’arte del decluttering

    Oggi per la serie “come ti addobbo il Natale” conosciamo Silvia.
    Laureata in architettura ha fatto del decluttering la sua missione!
    In questa intervista ci racconta come con alcuni meccanismi, che poi diventeranno indispensabili, potrai riuscire a fare riordino nella tua vita…. di tutti i giorni!

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    Benvenuta!

    L’arte dell’ordine è il tuo cavallo di battaglia.
    Ma come parte l’idea di aiutare anche “noi” disordinati cronici ad un progetto di ordine ed organizzazione dell’ambiente casa ed ufficio?

    Innanzitutto ciao, e grazie per ospitarmi a parlare di decluttering.
    Il mio interesse per decluttering e minimalismo

    è nato dall’esperienza diretta: la mia
    difficoltà a gestire la casa.

    Risolvere questo problema, e quindi aprire gli armadi e affrontare le cose ammassate che non mi ricordavo più di avere, ha risolto piccole e grandi difficoltà pratiche: ti è mai capitato di comprare una cosa che sai di avere ma non sai più dove, di non avere spazio
    per invitare ospiti, di dedicare un sacco di tempo a cercare di sistemare il caos?

    Silvia Petiti e la progettazione di un nuovo  decluttering
    Silvia Petiti all’opera con la progettazione di un nuovo decluttering

    Ma mi ha anche regalato chiarezza, leggerezza ed energia.
    Non sono nata ordinata, e pur potendo sopravvivere più o meno serenamente con il mio caos, la mia qualità di vita e di lavoro è migliorata in modo esponenziale eliminando il superfluo e riorganizzando la casa (e lo spazio di lavoro). E ho capito che il risultato delle mie ricerche avrebbe potuto aiutare anche altre persone.
    Mi sono resa conto nel tempo (ho iniziato a leggere i primi blog di minimalismo nel 2000, quando ancora non era una moda), che siamo in tante/i a cercare più leggerezza nelle nostre case, e nella vita quotidiana, che si riflette poi sul nostro benessere e su quello
    delle nostre famiglie.
    Dico “tante” perché il problema della gestione di casa, che piaccia o no, resta principalmente femminile.

    Le mie clienti/follower sono al 99,9% donne, tra i 30 e i 75 anni:

    hanno una casa da gestire, da sole o con famiglia, spesso anche un lavoro impegnativo e
    mille altri interessi, e naturalmente usano il web.
    Proprio il web, il blog dal 2015 e da quest’anno il sito www.silviapetiti.com, i social (Facebook, Instagram, PInterest) e strumenti come Skype e i gruppi Facebook, mi permette di lavorare con persone di tutt’Italia, e anche all’estero.

    L'arte del decluttering
    L’arte del decluttering

    Tolto il know how che ti regala il tuo settore professionale, alla base della tua proposta esistono studi e / o tecniche particolari a cui ti ispiri e che proponi?
    La base professionale, la laurea in architettura con master in bioarchitettura, è fondamentale: mi aiuta a vedere le possibilità di uno spazio e degli arredi, ma anche di ragionare in termini di sostenibilità ambientale.
    Poi ci sono gli approfondimenti su Feng Shui e Medicina Tradizionale Cinese: l’energia vitale, il corpo umano e la casa come sua estensione, le conseguenze di una cattiva gestione dell’energia in entrambi.
    A partire dai primi anni 2000, ho letto e approfondito innumerevoli blog e libri su decluttering e minimalismo.
    Tra i miei blog preferiti: Zenhabits, TheMinimalists, Bemorewithless, Miss Minimalist.
    I libri che ho letto e riletto: Karen Kingston, Dominique Loreau, Elena Greggia, Lucia Larese, e diversi testi di autrici giapponesi, prima fra tutte Marie Kondo.
    Il suo metodo non è solo “piegare magliette”, ma è una ricerca della vita che desideriamo.
    Altre autrici giapponesi che ho molto apprezzato: Emiko Kato, Hideko Yamashita, Nagisa Tatsumi,tutte edite da Vallardi. La tradizione giapponese aggiunge i temi dell’armonia e dell’equilibrio al minimalismo USA, nato come una ricerca di sé al di là del consumismo
    che ben conosciamo.
    Tutte queste fonti mi hanno permesso di elaborare idee e metodi per aiutare chi si rivolge a me a

    liberare la propria casa dall’inutile, riorganizzarla e ritrovarsi più serena.

    In questo periodo sono in corso i tuoi workshop. Chi è l’utente tipo? Ammesso che esista.
    Come ti dicevo prima, workshop e consulenze sono dedicate a donne tra i 30 e i … anni, che si trovano in difficoltà a gestire i propri spazi (naturalmente gli uomini sono benvenuti, per ora però non ho ancora avuto un cliente uomo).
    Spesso non si tratta di situazioni drammatiche, ma chi si rivolge a me sente di avere bisogno di prendere in mano la situazione della casa, perché l’ha trascurata per mille motivi, o perché le manca un metodo. C’è chi ha più bisogno di lasciare andare zavorre inutili, e chi deve riorganizzare in modo efficiente gli spazi.
    Workshop e consulenze hanno caratteristiche diverse.

    Con la consulenza dal vivo o via Skype, siamo solo io e te,

    e ci dedichiamo a risolvere un problema ampio: dare nuova vita a una stanza, o anche alla casa intera.
    Con i workshop, creo un piccolo gruppo di persone, connesse via facebook, e per 18 giorni ci dedichiamo ad un tema specifico di decluttering: uno spazio (cucina, bagno, camera dei bambini) o una categoria di oggetti (libri, carte e documenti, vestiti e accessori).
    In realtà non si fa decluttering per 18 giorni: in questo periodo ognuno segue il suo ritmo e le mie indicazioni, e in 18 giorni, con un po’ di impegno, c’è tutto il tempo per riordinare ma anche per fermarsi, dedicarsi ad altro e poi tornare al decluttering e ottenere splendidi risultati, come testimoniano le partecipanti ai WS 2018.
    Propongo un workshop diverso ogni mese. Sul sito c’è già il calendario gennaio/giugno 2019, ed è già possibile iscriversi a tutti i workshop, direttamente sul sito (e anche regalarseli per Natale!).

    Mi ha incuriosito molto l’articolo sul disturbo da accumulo o disposofobia.
    Io sono l’esatto opposto ma, in alcuni casi può diventare una vera e propria patolologia.
    La disposofobia (dall’inglese to dispose: buttare, disfarsi di qualcosa + fobia: paura), detta anche

    “disturbo da accumulo”

    è un vero e proprio disturbo mentale che porta chi ne è affetto ad accumulare in modo compulsivo oggetti di tutti i tipi, anche spazzatura, creando problemi nella vita quotidiana, e gravi rischi per la salute.
    Un fenomeno studiato negli Usa, e diventato famoso in Italia con programmi come “Sepolti in casa”.
    Chi soffre di disposofobia vive in un ambiente malsano e pericoloso (non sono più così rari i casi di morte per incendi, o addirittura per schiacciamento sotto pile di oggetti accatastati).
    Sono casi estremi, che devono essere seguiti da psicoterapeuti specializzati.

    Il mood minimalista è una forma che hai sempre applicato o l’hai scoperto durante il tuo percorso?
    Da un punto di vista estetico, ho sempre apprezzato ambienti ariosi e semplici, come quelli dell’architettura scandinava e giapponese.
    L’idea di semplificare gli ambienti nasce però soprattutto da un’esigenza di praticità nella vita quotidiana, e da una ricerca di chiarezza interiore. Fare spazio intorno a sé aiuta a chiarirsi le idee riguardo tutti gli aspetti della nostra vita.

    Hai progetti e / o sogni nel cassetto che vorresti realizzare?
    Sono molto legata a questo progetto. Con le consulenze e i workshop voglio portare il mio aiuto a chi ne ha bisogno; attraverso il blog voglio far riflettere più persone possibile sul fatto che occuparsi con consapevolezza della propria casa è anche occuparsi di sé, capire chi siamo e cosa vogliamo dalla vita.

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    Silvia e la sua missione con l'arte del decluttering
    Silvia e la sua missione con l’arte del decluttering

    2 thoughts on “Come ti addobbo il Natale con Silvia Petiti e l’arte del decluttering

    1. Molto interessante, spesso l’ordine dello spazio esterno, riflette lo stato mentale interno. Fare riordino, cambiare, buttare via, ripristinare … è un modo per rinascere e iniziare a cambiare

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