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Vuoi imparare a realizzare le tue bambole di pezza? Oggi entriamo nel mondo di Cinzia!

    Le bambole di pezza di Cinzia sono un oggetto artigianale unico con un valore senza tempo!
    Da dove nasce la passione per la creazione delle bambole di pezza?
    Non so di preciso da dove nasca questa passione. Fin da bambina ho amato il cucito, il ricamo, l’idea di imparare a realizzare cose preziose e uniche con il proprio ingegno e le proprie mani. Quando aspettavo la mia prima figlia, un’ostetrica che mi seguiva mi ha detto, così, all’improvviso: >. Queste parole hanno messo un seme dentro di me.

    Cinzia Ferrari e le sue bambole di pezza
    Cinzia Ferrari e le sue bambole di pezza

    Da quel momento ho cominciato a studiare e informarmi su quest’arte che ho scoperto essere molto antica e spirituale. Dopo aver cominciato, sei anni fa, non ho più potuto smettere.

    Come inizi a realizzarle? Quando decidi?
    Nelle mie giornate, c’è sempre del tempo che dedico a cucire una bambola. Per me, è uno spazio meditativo, un momento prezioso solo per me. Non sono io che decido, in realtà, ma sono loro, le mie bimbe di lana. Io mi limito a seguire il flusso e ad ascoltare le loro storie, mentre, pian piano vengono alla luce.

    Qual’è e qual’è stato l’imput, la scintilla che ti spinge?
    Ho capito che l’arte delicata e meravigliosa delle bambole, avvicina le donne alla propria Bambina Interiore, quell’energia dentro di noi che sa che cosa ci fa brillare gli occhi e battere il cuore. Quella parte che, allo stesso tempo ha paura dei cambiamenti e delle ferite. È importante che noi donne impariamo a conoscere questa nostra parte fragile e potente e che ci diamo il permesso di prenderci cura di noi stesse, senza aspettare il famigerato principe, che arriva a salvarci.

    Bambole di pezza.
    Bambole di pezza “MiniMè.

    Possiamo salvarci da sole, possiamo essere felici adesso, subito, possiamo tornare intere ogni volta che ci sentiamo a pezzi. Questo è il grande insegnamento che mi hanno portato le mie bambole e che io voglio portare nel mondo.

    Da dove trovi ispirazione?
    Spesso le mie bambole nascono da storie. Storie scovate nel libri o racconti di vita vissuta che ascolto dalle persone che ho intorno. A volte, vogliono raccontare gli elementi della Natura oppure un’emozione o una qualità dell’anima.

    Crei di pancia o in realtà segui un filo psicologico preciso?
    Direi assolutamente di pancia. Quando comincio un lavoro, non so mai alla fine che cosa avrò tra le mani. Mi impegno a rimanere con un atteggiamento aperto e fluire con la bambola che sta nascendo. Nel tempo, ho imparato a mettere sempre meno di mio e le bambole diventano sempre più intense e comunicative.

    Qual’è il tuo cliente tipo? Immagino battesimi piuttosto che baby shower!
    Le mie bambole nascono più per le donne che per i bambini. Le donne che stanno vivendo qualche passaggio cruciale della loro vita, mi chiedono di far nascere una bambola o di insegnare loro come crearne una con le proprie mani. Perché una bambola rimane come testimone di un obiettivo, di un traguardo, di una promessa a sé stessa, di un patto interiore a progredire e non tornare più indietro.

    Poi ci sono le bamboline di nascita, che io chiamo Pupini, che insegno nei laboratori oppure tramite una Guida passo a passo. Ecco, loro sì che sono molto adatti a bimbi che nascono o che sono molto piccoli e sono resi molto speciali dalle mani amorevoli delle mamme o delle nonne che li creano, seguendo le mie istruzioni.

    Bambole di pezza.
    Bambole di pezza “MiniMè”.

    Come nasce l’idea di pubblicare su you tube i tuoi tutorial?
    Amo fare bambole, ma ancora di più amo insegnare a farle. Sicuramente uso mezzi più tradizionali, come i laboratori dal vivo e le Guide passo dopo passo, ma a un certo punto mi sono data la possibilità di provare a far incontrare quest’arte antica con le nuove tecnologie. In questo modo, posso diffondere in modo più efficace il mio messaggio e posso far avvicinare molte più persone alla via delle bambole.

    Un ulteriore passaggio è costituito dai corsi online, composti da video, file pdf, infografiche, eserciziari, che mi permettono di arrivare nelle case delle persone per insegnare tutto quello che ho imparato, soprattutto i passaggi più delicati e i trucchi del mestiere.

    Come avviene la ricerca dei tessuti e dei colori?
    Sono determinata a cercare e procurarmi i materiali migliori che trovo sul mercato. A partire dalla lana di cui sono imbottite le mie bambole: lana cresciuta e raccolta con amore nel Parco Nazionale del Gran Sasso, soffice, profumata, piena di lanolina e quindi facilmente modellabile. Ha la stessa origine la lana filata che uso per i capelli, che in più viene tinta a mano con erbe tintoree biologiche. Capelli rossi grazie alla robbia, castani grazie al mallo di noce, biondi grazie alla camomilla dei tintori o all’elicriso. Le matasse oltre al colore, trattengono profumi fantastici, assolutamente naturali ed eco-sostenibili, impreziosendo ancora di più le mie bimbe di lana.

    Il tuo brand quanto si può definire ecosostenibile?
    Ritengo che il mio progetto sia molto eco-sostenibile. Conosco la provenienza di ogni fibra delle mie bambole, per avere la certezza della qualità assoluta delle materie prime ho creato intorno a me un circolo virtuoso di artigiane attente e appassionate: insieme stiamo recuperando mestieri perduti e antiche conoscenze, ognuna nel proprio campo.

    Inoltre, nella Guida gratuita che metto a disposizione delle persone che mi seguono sul mio sito, spiego come procurarsi in casa tutti i materiali che occorrono per creare una bambola. Riciclare vecchia lana e vecchi tessuti valorizzandoli e donando loro nuova vita: la sostenibilità ambientale è proprio un pilastro della mia attività.

    Bambole di pezza
    bambole di pezza “Pupino”

    Se guardo il blog mi vengono subito le fiere di settore, come Abilmente che si terrà la prossima settimana a Vicenza. Hai mai partecipato?
    Non ho mai partecipato a una fiera come espositore (adoro invece frequentare come curiosa). Il mio progetto si presta poco, in realtà, alle fiere. Le mie bambole nascono sempre per qualcuno, quindi sono personalizzate e uniche al mondo. Inoltre, visti i lunghi tempi di produzione, ci vorrebbe una vita per creare abbastanza articoli da esporre. Mi sa che continuerò ancora per un po’ ad andare nelle fiere come cliente.

    Un’attività come la tua è assolutamente da valorizzare. Trovi che in Italia come all’estero possa essersi il giusto spazio?
    Sono online con il mio sito soltanto da giugno e vedo davvero una grande e calorosa risposta da parte delle persone. Penso che lo spazio ci sia e fa parte dei miei progetti per il futuro cominciare a raccontare il mio progetto e scrivere le mie Guide anche in lingua inglese, per dare sempre a più donne la possibilità di conoscere e praticare la meravigliosa via delle bambole.

    Sono contenta di sentirti dire che il tuo sito porta dei buoni risultati! e da qualche decennio che oramai il sito di un’azienda si può definire una vetrina sul mondo.
    Ma la tempo stesso sento di aziende che definiscono i propri siti invisibili, quasi con un volume visite del tutto inesistenti.
    Quindi mi chiedo, qual’è il metodo migliore perché possa portare dei risultati concreti?
    Quanto hai investito? ti sei affidata a qualcuno in particolare?

    Sono d’accordo con il tuo pensiero.
    La Rete, di questi tempi, può aiutare molto le aziende, in particolar modo quelle piccole ma che portano con sé un messaggio di grande valore. Non sono un’esperta di business, quindi non mi sento di dare consigli. Per quanto riguarda la mia storia personale, ho studiato personal branding online prima di progettare e mettere online il mio sito. Ho ancora moltissimo da imparare, ne sono consapevole, ma mi concedo il tempo e la possibilità di crescere. Non basta scrivere quello che si fa, perché il proprio sito funzioni. Occorre sapere bene a chi ci si rivolge e studiare un’offerta che piaccia alla propria nicchia. Bisogna avere qualcosa da dire e amare molto la propria tribù, le persone per le quali si lavora. Penso che sia fondamentale l’ascolto e l’attitudine ad andare loro incontro e risolvere i oro problemi. Inoltre, penso sia fondamentale lavorare su sé stessi, sulla propria unicità.

    La tua prima cliente?
    La mia prima cliente di questa nuova avventura è una dolcissima e simpatica signora della provincia di Caserta. Ogni tanto ci scriviamo ed è attiva nella mia Pagina.
    E’ bellissimo leggere il suo nome tra i commenti e le reazioni. Mi ha mandato le foto del Pupino che ho fatto per lei, una volta che lo ha ricevuto.
    E’ stato molto emozionante per me vedere con quanta cura e gentilezza è stata accolta la mia creaturina nella sua nuova casa.

    Ti ricordi la prima bambola che hai costruito e per chi?
    La mia prima bambola è un ricordo indissolubile per me. E’ nata per la mia figlia più grande che all’epoca aveva 3 anni.
    La bambola è stata battezzata Giulia, un tipetta bionda con gli occhi azzurri e una magliettina tutta colorata ricavata da un calzino.
    E’ nata in una notte, ma per avere il coraggio di cominciare a farla ci ho masso poco più di due anni. Avere lei tra le mani è stata una conferma: pensavo fosse così difficile e invece… ho fatto tutto con facilità e naturalezza!

    Secondo te cosa si potrebbe fare perché l’artigianalità italiana (da sempre il uno dei nostri fiori all’occhiello) possa essere maggiormente conosciuta all’estero?
    Gli artigiani italiani, si sa, sono bravissimi. Creativi, ingegnosi, pieni di risorse intellettuali e intuitive.
    Io lavoro soltanto per un pubblico di lingua italiana, per adesso, anche se ho delle coraggiose che mi seguono dagli Stati Uniti, dalle Filippine e dall’India.
    E’ una tematica quella che mi poni, che non conosco affatto. In generale, nella vita come nel lavoro, credo molto nella collaborazione e nelle sinergie. Mi auguro che gli artigiani italiani riescano a fare squadra e far valere nel mondo il loro valore e la qualità dei propri prodotti. Sono poi fiduciosa che le persone rinsaviscano e la smettano con gli acquisti usa-e-getta. “Tanto costa poco, quando si rompe lo butto”.

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    Qual è il prezzo, a livello globale, dei prezzi stracciati? Che mondo vogliamo costruire e abitare? Tante nostre azioni, anche piccole, possono influenzare il nostro mondo e renderlo più giusto e umano. Anche gli acquisti possono premiare modi di lavorare virtuosi e rispettosi delle persone e della Madre Terra.

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