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Come trasformare un blog amatoriale in un magazine che produca profitto: intervista a Khadis di SonoBio

    Si può trasformare un blog amatoriale in un magazine?

    Ancora prima dei social network, quando Facebook ed Instagram erano solo un miraggio, quando il massimo della interazione e condivisione veniva regalata dalla chatroom e myspace, prendevano forma i primi blog: diari on-line, dove condividere le proprie conoscenze e le proprie esperienze con l’unico intento di poter essere utile.

    Per molti di noi i social hanno rivoluzionato quello che nasceva come semplice diletto in un bussines!

    Khadis (o khadi), al secolo Sabina Paolini, architetto in pausa, ex energy consultant online, con una passione sfrenata per il blogging e (pure) per un sacco di altre cose.
    Nel suo nuovo sito Rosablogging.it la trovi in veste di “assistente virtuale per blogger”, in pratica ti aiuta a sbrigare tutte quelle mansioni tecniche che sembrano difficilissime e complicate e che invece, con un piccolo aiuto o seguendo le giuste istruzioni, possono essere implementate velocemente e senza ansia.

    Come trasformare un blog in un magazine
    Come trasformare un blog amatoriale in un magazine

    1. Il tuo percorso ti porta a laurearti in architettura.. e poi?
    Poi, dopo aver fatto il tirocinio, superato l’esame di stato, essermi iscritta all’Albo, aver aperto la partita Iva come professionista e aver iniziato a esercitare, mi sono resa conto che non potevo rimanere nella mia città, che avrei dovuto rinunciare a quello che volevo essere e che oggi sono: una donna trasparente, che vive secondo il suo credo e appare per quello che è. Purtroppo ci sono situazioni che ci costringono a rinunciare a un pezzettino di noi e piuttosto che perdere quel pezzettino, ho preferito perdere sicurezza e carriera e avventurarmi verso l’ignoto. Per alcuni è una scelta folle, per me invece è stata una salvezza.

    2. Come nasce il tuo blog e perché?
    Il mio blog principale SonoBio.com nasce proprio nel mio periodo di transizione, come parte di una improvvisata strategia di marketing per sponsorizzare una ditta di vendita di oli cosmetici naturali. Quando la ditta chiude, dopo pochi anni, la cosmesi naturale è già diventata una delle mie passioni e decido di non rinunciare a sperimentare e condividere la mia passione. La domanda che mi sono fatta negli anni, attraverso SonoBio e attraverso altri blog è stata:

    come trasformare un blog amatoriale in un magazine che produca profitto?

    Negli anni ho quindi sperimentato quasi tutti i metodi di monetizzazione più diffusi, alla ricerca non tanto di quello che più faceva per me, ma di una panoramica che mi premettesse di avere chiaro il quadro.

    3.Lasciami dire che questo è un’ambiente spietato. Appena chiedi e cerchi di capire alcuni meccanismi salienti la maggior parte (il 99.9%) si chiudono a riccio. Perchè? Perché a qualsiasi domanda sembra di chiedere il “Santo Graal”?
    Inizialmente avevo anch’io questa impressione, però negli ultimi tempi vedo che le cose stanno cambiando: nascono gruppi di scambio informazioni e non solo scambio like e mi sembra qualcosa stia cambiando, finalmente.

    4. In questi giorni è in uscita il tuo E-book. Può essere considerato un corso su come trasformare un blog amatoriale in un magazine che produca profitto?
    Il mio ebook è un manuale passo passo che spiega come creare e avviare un blog: come selezionare le idee e scegliere quella che fa davvero per noi, quale hosting acquistare e perché, come settare spazio FTP e database, come installare wordpress con un solo clic, come settare le opzioni di amministrazione in maniera corretta, come gestire tag e categorie, come organizzare i menù, quali sono le pagine importanti del sito e perché e quando inserirle, come scrivere un articolo, che template scegliere e come organizzare la grafica attraverso gestione dei menù e widget.

    La parte che è stata più apprezzata del pacchetto che propongo è il supporto email di 10 giorni che offro come bonus. Se dovessero nascere problemi nell’implementazione dell’ebook, chi lo scarica può contattarmi per fare domande e chiedere consigli.

    L’ebook è stato lanciato agli inizi di settembre attraverso una raccolta fondi per l’Associazione

    La casa di sabbia

    che si occupa di assistere le famiglie di bimbi disabili gravi. Ho voluto far in modo che la mia “nuova vita” partisse, generando una catena di azioni belle e sostenendo un progetto in cui credo.

    Adesso sto preparando la nuova versione, potenziata e arricchita grazie al supporto delle mie “beta-tester”, che sarà disponibile a ottobre. Intanto è possibile scaricare subito un estratto centrale dal titolo:

    “Come realizzare un blog professionale con un solo clic e meno di 15 euro (all’anno!)”,

    che ti permette di avere il tuo blog funzionante in meno di 24 ore!

    Vuoi realizzare da sola il tuo blog?

    Per il tema che ti interessa (come trasformare un blog amatoriale in un magazine che produca profitto) trovi ottime dritte sul libro di Agnieszka di Combinando.it che si chiama “

    Appunti di blogging e web marketing”

    che puoi ricevere in omaggio facendo una donazione di almeno 20 euro all’Associazione La Casa di sabbia di cui lei stessa è presidentessa.

    Il mio libro sul blogging e web marketing

    5. Leggendo il tuo lavoro, permettimi di dissentire con un punto : “ll blog non è un diario”. Dal mio punto di vista la frase adeguata potrebbe essere :”il blog nasce come diario, ma ad un certo punto (se riconosci il talento) potrebbe evolversi, fare un salto di qualità. Qual è il segnale che può farci capire questa evoluzione?
    “Il blog non è un diario” perché non puoi aprire un blog e scrivere solo per te stessa. Anche quando hai un blog di lifestyle in realtà stai comunicando con qualcuno, con uno specifico target che si rivede in te, nei tuoi pensieri, nel tuo stile di vita, nel tuo mondo. Scrivere su un blog significa scrivere per creare una relazione con chi legge. Se riesci a fare questo, allora puoi dire di avercela fatta! Anche se i lettori non sono tantissimi, se riesci a coinvolgerli e creare una relazione vera, allora sì: questo è un blog! Il segnale che stai lavorando bene è quando iniziano ad arrivare i commenti spontanei, quando i lettori iniziano a contattarti e a farti domande, quando vedi che sui social sono loro a cercarti. Quando inizia a succedere questo, sta davvero avvenendo un salto di qualità!

    6. il blog può diventare un vero e proprio magazine multimediale?
    Certo! ed è proprio questa la nuova frontiera! Sempre più blogger collegano il proprio blog a un canale youtube o a un podcast. Sono formule che rafforzano i rapporti tra il blogger e il suo lettore che diventa anche spettatore interattivo e ascoltatore.

    7. Per crescere economicamente in questo settore è necessario che arrivino i contatti, e che questi contatti riconoscano il talento nascosto dietro ad un piano editoriale?
    Voglio essere franca su questo punto: per crescere economicamente come blogger l’unica cosa che conta davvero è avere un modello di business e sapere esattamente come vuoi guadagnare. Il modello di business deve essere quanto più focalizzato possibile. Non ci si può disperdere oggi dietro alle aziende, domani dietro alle affiliazioni, dopodomani tentando di guadagnare con Adsense. Bisogna scegliere un modello e concentrarsi su quello.
    Un blog professionale in genere guadagna con questi tre tipi di entrate, ma avviare un blog puntando su questi modelli, molto condizionati dai numeri che si riescono a raggiungere, a mio avviso oggi non è consigliabile.
    Con la ricerca e la sperimentazione sono arrivata alla rispondere alla domanda che inizialmente mi ponevo e che tutte le blogger si pongono:

    come trasformare un blog amatoriale in un magazine che produca profitto?

    Il mio consiglio è di volare bassi, di non preoccuparsi dei numeri, dei follower e della fama, ma di puntare su infoprodotti propri e servizi mirati di valore, selezionando le tematiche in cui ci sentiamo forti e in cui davvero possiamo dare un contributo “speciale” alle persone. Il blog diventa quindi il luogo in cui si danno informazioni gratuite, si aiutano le persone e ci si dona, creando una relazione a lungo termine. Il prodotto che offri è il tuo sapere e il modo “speciale” in cui lo condividi.

    8. Secondo te in questo caso, cosa significa aver talento? Buone idee? Buona scrittura?
    Il vero talento del blogger è scrivere quanto più possibile, con una costanza esasperata e in più, sì, azzeccare l’argomento giusto, avere un tono di voce uniforme negli anni (questa è difficilissima), saper coinvolgere, essere presente. Ci sono blogger che scrivono veramente male e hanno un successo strepitoso, quindi sinceramente non so se “scrivere bene” sia davvero un requisito. Però sarebbe bello se lo fosse!

    9.Da quest’anno ho deciso di seguire un piano editoriale. Quanto è importante? Quale può essere il valore aggiunto?
    Avere un piano editoriale indubbiamente aiuta tantissimo a trasformare un blog amatoriale in un magazine, perché ti impone di scrivere tanto, di riempire il calendario e di “esserci” e questo è fondamentale, ma ciò che aiuta maggiormente viene prima del piano editoriale e riguarda le motivazioni profonde che ci portano a bloggare. A volte andiamo avanti senza guardarci dentro, senza determinare gli obiettivi del blog a breve e lungo termine, senza analizzare i dati per capire se stiamo andando nella direzione sperata.
    Quindi: sì al piano editoriale, ma che sia il risultato di una pianificazione più ampia che implica capire il vero perché che ci spinge e, in base a questo, settare obiettivi e strategie.

    10. La formazione è fondamentale. In giro per la rete esistono miliardi di corsi su Seo, scrittura, come aumentare i contatti sui social per agganciare nuovi potenziali clienti e come trasformare un blog amatoriale in un magazine che produca profitto. Qual è il segnale che ci fa capire se siamo difronte ad un corso realmente utile?
    Io penso che il corso utile sia quello che può servirci a passare al livello successivo. Se noi non sappiamo a che punto siamo, come facciamo a determinare qual è il prossimo passo da fare per passare al livello successivo?
    Si avanza un po’ alla cieca: SEO, social, scrittura, promozione, traffico, sembra tutto importante e tutto urgente, ma non è affatto vero, non è così!
    Possiamo sforzarci all’infinito per catturare i contatti e “fidelizzarli”, per esempio, ma se poi non sappiamo cosa farcene di tutti questi contatti, una volta ottenuti ci ritroveremo a dover ripartire da zero. Meglio iniziare dalle basi e cioè dal modello di business.
    Se invece il nostro non è un progetto di business, allora facciamo quello che ci piace e andiamo avanti con il sorriso e senza stress.

    11. Quanto sono importanti i social? La maggior parte di noi non li sa utilizzare .. mi dentro io per prima.. sempre in tema di corsi un percorso pratico / formativo sarebbe fondamentale.. esistono? o dobbiamo imparare tutto su “strada”?
    Anche qui il corso da seguire va sempre scelto in base agli obiettivi che ci siamo prefissati. Se per esempio vogliamo lavorare con le affiliazioni sarà indispensabile un corso di Facebook ADS, se vogliamo lavorare con le aziende, in questo periodo è fondamentale avere un profilo Instagram molto seguito, se intendiamo guadagnare con i banner pubblicitari dobbiamo per forza puntare solo sull’organico, altrimenti ci perderemmo di sicuro!
    Per capire come lavorare bene organicamente con la propria pagina Facebook, posso segnalare l’iniziativa Facebook Challenge, nata all’interno del gruppo Progetto Blog. Sarà possibile partecipare alla prossima edizione del follow up collegato all’ebook facendo una donazione di almeno 20 euro a La casa di sabbia. Garantisco che ne vale davvero la pena!

    Ebook “Facebook challenge. 15 idee per far esplodere la tua pagina”

    12. In Italia, esclusa la Ferragni e poche altre “la blogger” non è considerato un lavoro vero e proprio. Eppure durante la gavetta si affrontano gli stessi problemi: anni di formazione per euri zero. Dal tuo punto di vista perché?
    Veramente in Italia è il freelancing a non essere considerato un lavoro, a meno che tu non sia un medico, un avvocato, un architetto o un ingegnere: in questo caso sei considerato un professionista anche quando non guadagni un euro! E’ una questione di mentalità! Una mentalità che deve cambiare per forza, perché ormai anche i professionisti che vogliono lavorare davvero devono imparare come promuoversi sul web o pagare un freelance che sappia farlo sul serio.

    13. la terminologia giusta per definirci sarebbe? Imprenditrici digitali?
    Siamo imprenditrici quando acquisiamo la mentalità da imprenditrici e il blogging diventa uno strumento come un altro per promuovere la nostra attività che, certo, può anche essere sponsorizzare le aziende che ci piacciono o guadagnare con i banner pubblicitari, ma non siamo imprenditrici se, dietro alle azioni che compiamo online, non ci sono dei ragionamenti e delle strategie, di cui poi verifichiamo i risultati analizzando i dati e aggiustando il tiro di volta in volta.

    14. Tenere un magazine è un duro lavoro. Dietro si nasconde un lungo lavoro di editoria.. e non solo
    Dalla mia esperienza la cosa più difficile nel gestire un magazine è arrivare a ottenere un tono di voce uniforme, arrivare a dare una riconoscibilità al proprio prodotto editoriale.
    Questo si può ottenere revisionando personalmente tutti i post, anche quelli scritti da altri, o facendoli revisionare tutti da un’unica mano. Ovviamente la mano che revisiona deve essere “speciale”, perché da quella mano nascerà la vera voce del magazine e quindi il brand.

    15. Quali sono i passaggi fondamentale per la pubblicazione di un tuo articolo?
    Quando si tratta di un tutorial i passaggi fondamentali in cui suddivido il lavoro sono quattro:

    – nella prima fase formulo e realizzo la ricetta, scatto le foto, scelgo le migliori, anche per i vari canali social, se necessario intervengo molto velocemente con qualche app di fotoritocco e mi autoinvio le foto tramite whatsapp o telegram in modo da poterle scaricare sul macbook dove procedo al dimensionamento con il programma Anteprima integrato nel sistema;

    – nella seconda fase, lavorando direttamente nell’editor di wordpress, mi annoto una scaletta con i punti di cui voglio parlare. Negli anni ho imparato a selezionare una scaletta standard a seconda del tipo di tutorial, alla quale all’occorrenza aggiungo o tolgo qualche elemento.

    – nella terza fase scrivo l’articolo. Cerco di fare questo passaggio quanto più velocemente possibile, rincorrendo le idee che mi vengono, senza badare più di tanto alla forma.

    – Nella quarta fase mi occupo della revisione, della formattazione del testo, di inserire immagini e link e di programmare.

    Quando si tratta di un altro tipo di articolo invece parto direttamente dalla seconda fase.

    Quando l’argomento richiede un grado di approfondimento superiore, o quando devo cercare idee e ispirazione, dedico una mezza giornata a selezionare dal web i migliori articoli scritti sul tema che voglio trattare, leggerli tutti e poi riorganizzare tutte le informazioni, condensarle ed eventualmente confermarle o confutarle, sempre facendo attenzione a basarmi su prove sperimentali e/o scientifiche. La fuffa che gira sul web è tanta (anche sui siti cosiddetti “autorevoli”) e fare questo lavoro di riorganizzazione e cernita non è mai inutile!

    15. Dai un consiglio a chi sta appena cominciando?
    Chiediti “Perché” e non smettere mai di chiedertelo! Se rispetti il tuo “perché” più intimo, il blogging non potrà che migliorare la tua vita, se tradisci questo “perché” bloggare diventerà triste e frustrante. Quindi tieniti salda sulla tua idea originaria, oppure riverificala in corso d’opera, ma sempre nel rispetto totale di te stessa, dei tuoi valori e di ciò in cui credi.

    16. Uno a chi è da anni che ci prova?
    Prima di tutto chiediti: “Sto provando a fare cosa?”
    Poi prenditi una bella vacanza lontano dal blogging, dal web, dai social e immergiti nella vita reale, ritrovati.
    Dopo un mesetto cerca di rispondere alla domanda che ti eri fatta prima della vacanza e riparti, facendo esclusivamente ciò che ti serve per arrivare al tuo nuovo obiettivo di blogging.

    17. Descrivi il tuo percorso con tre parole?
    lento, etico, sperimentale

    18. Un sogno da tirare fuori dal cassetto?
    Il mio sogno più grande era quello di vivere secondo i miei valori, senza mai dover rinunciare a ciò in cui credo. Sto cercando di farne la mia vita e spero di continuare.

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